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Un libro per voi: "Senza intellettuali"

di Dunia Astrologo

Che ne è stato del rapporto tra intellettuali e politica, negli ultimi 30 anni? È ciò che si chiede il libro di Giorgio Caravale “Senza intellettuali”[1] che verrà presentato[2] nel tardo pomeriggio di oggi, 14 settembre, alle 18:30, allo stand Libreria della Festa dell’Unità a Torino[3].

La risposta dell’Autore è chiara e abbastanza dolorosa, per chi ha militato per un cinquantennio in un partito politico, esercitandovi anche la sua funzione “intellettuale”[4] quando questa era riconosciuta e ricercata: la frattura non potrebbe essere più netta, la distanza più incolmabile.


Populismo, antipolitica e perdita di ruolo sia del personale politico sia degli intellettuali hanno prodotto in questi anni non solo una sostanziale incomunicabilità tra i due mondi, ma anche la convinzione diffusa nell’opinione pubblica che né gli uni né gli altri abbiano più una dignità sociale.

Le evoluzioni e le involuzioni del sistema politico-istituzionale italiano hanno spianato la strada a un ceto di politici di professione totalmente autoreferenziale, attento quasi esclusivamente ai riscontri dei sondaggi o ai like delle proprie pagine sui social media. Gli approfondimenti, le analisi, i confronti con gli esperti sono visti o con fastidio o con sufficienza, e con pari superficialità si ignorano sia i pareri degli scienziati che quelli dei “filosofi”.


La dissoluzione di un ruolo

Ma questi non sono senza peccato, attratti come sono da una visibilità mai prima d’ora loro concessa. Son finiti i tempi in cui gli intellettuali godevano di un prestigio basato sui risultati ottenuti col duro lavoro della ricerca e dello studio e per questo stesso richiesti dai “gruppi sociali fondamentali” di riferimento o in generale dal mondo politico per strutturare e rendere possibile la propria egemonia. Oggi il prestigio coincide con la popolarità derivante dalla partecipazione a talk show o dallo scrivere sui giornali o, nei casi più seri, dall’aver pubblicato istant book di successo, anche a costo di occuparsi di argomenti appena appena masticati. Questa progressiva dissoluzione del ruolo degli intellettuali, attraverso la sopravvalutazione della comunicazione rispetto alla legittimazione della competenza, ha consentito che quel ruolo cominciasse a essere svolto da chi tale legittimazione non l’aveva, ma in compenso fosse capace di utilizzare nel modo più efficace possibile gli strumenti di comunicazione.


Il nuovo che avanza: da Fedez al generale Vannacci

Così i più ascoltati e più influenti commentatori di questioni politiche e sociali, sostiene l’autore, sono youtuber o tik-toker come Zero Calcare o Fedez, ma potei aggiungere Sabrina Guzzanti o Alessandro Masala. O anche lo pseudo-marxista Diego Fusaro e l’anomalo – da tutti i punti di vista- generale Vannacci.

Questo cambiamento di scenario è certamente determinato anche dalle grandi e velocissime mutazioni della struttura sociale e culturale del nostro paese. L’intellettuale organico gramsciano non esiste più perché non esistono più le novecentesche classi sociali. In cambio abbiamo una società fluida dove ognuno di noi si aggrega e si riconosce di volta in volta con chi ha un pezzetto di identità simile dal punto di vista anagrafico, lavorativo, di genere, di appartenenza culturale e così via. Fare politica oggi ha senso se si è capaci di intercettare e ricucire insieme i temi che costituiscono le diverse sfaccettature identitarie, per offrire le soluzioni e le prospettive di cui c’è bisogno, utilizzando strumenti di comunicazione politica diversi e adeguati a tale fluidità. Vasto e impegnativo programma, che richiederebbe una nuova alleanza tra politica ed elaborazione intellettuale.


Note


[1] Giorgio Caravale, Senza intellettuali - Politica e cultura in Italia negli ultimi trent'anni, Editori Laterza, 2023

L'autore insegna Storia moderna presso l’Università Roma Tre. Si occupa di storia culturale e religiosa dell’età moderna. Tra le sue più recenti pubblicazioni Libri, uomini, idee. Studi su censura e Inquisizione nel Cinquecento (Edizioni di Storia e Letteratura 2021) e Libri pericolosi. Censura e cultura italiana in età moderna (2022). [2] Parteciperanno con l’Autore il presidente dell’Istituto Gramsci -che promuove questo incontro- Gianguido Passoni, Paolo Furia (Direzione nazionale del PD), Juan Carlos DeMartin (POLITO), Vincenzo Ferrone UniTo) e la sottoscritta, (Comitato scientifico dell’Istituto Gramsci) [3] La Festa dell’Unità di Torino si svolge in Piazza d’Armi e può essere raggiunta con gli autobus 17, 10 [4] si licet parva componere magnis…ma non avendo mai lavorato se non con l’intelletto, non saprei come altro definirmi.

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